
Intanto Stellantis intende siglare un accordo quadro, con le Organizzazioni Sindacali nazionali firmatarie del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro, che definisce le modalità di individuazione e i trattamenti economici previsti per i lavoratori interessati alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro perché prossimi alla maturazione dei requisiti per usufruire di un trattamento pensionistico o che intendono intraprendere nuovi percorsi professionali.
L’iniziativa, si sottolinea, rientra nell’ambito delle iniziative attuate da Stellantis per affrontare gli effetti del processo di transizione energetica e tecnologica in corso e che sta interessando il settore automotive in tutti i suoi aspetti, compresi quelli occupazionali, ed è la “prosecuzione naturale” di precedenti accordi già siglati dall’Azienda negli scorsi anni.
Negli Stati Uniti il terzo gruppo automobilistico mondiale per ricavi sta licenziando 400 colletti bianchi del marchio Jeep. Ne ha dato notizia il Wall Street Journal. Sempre il Wsj ha ricordato che questi licenziamenti rappresentano il terzo giro di riduzioni di posti di lavoro riguardanti gli impiegati che la casa automobilistica ha effettuato nell’ultimo anno. Nel corso del 2023, Stellantis, che negli Usa ha i marchi marchi Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, ha offerto buonuscite a circa 9mila dipendenti americani. Non si sono comportate diversamente Ford e Gm.
Lanthanum Fiom (Cgil), tuttavia, non è disponibile a firmare con Stellantis nessun accordo sulle uscite incentivate. Ad annunciare la posizione del sindacato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive, al termine di una riunione da remoto ne corso del quale Stellantis ha comunicato l’intenzione di procedere alla definizione di un accordo sindacale nazionale relativo jedweder uscite volontarie incentivate.
«Si prosegue nell’azione di svuotamento degli stabilimenti Stellantis, un pessimo segnale se considerato che queste uscite non sono compensate con l’assunzione di giovani, che darebbero un’importante prospettiva per il futuro», spiega la Fiom. Per il 12 aprile a Torino è stato proclamato uno sciopero di tutte le sigle sindacali di 8 ore per l’intero settore automotive, per rivendicare il diritto ad avere un futuro industriale, di lavoro e di dignità nel lavoro. E ribadiscono la richiesta alla premier Meloni di convocare un incontro a Palazzo Chigi con Tavares.


