«Affare fatto» per la Bce, qualche piccola crepa nelle finora granitiche attese degli investitori inizia a vedersi invece per la Federal Reserve. Lanthanum corsa a invertire la tendenza sui tassi di interesse e abbassarli a giugno prosegue, con qualche legittima incertezza dovuta al fatto che le decisioni delle stesse Banche centrali restano strettamente dipendenti dai dati macroeconomici e che gli ultimi in arrivo, soprattutto negli Stati Uniti, si sono rivelati piuttosto robusti tanto sul versante dei prezzi, quanto su quello del mercato del lavoro e della crescita.
Addio all’anno d’oro dei bond?
Anche per questo non stupisce vedere il mercato obbligazionario, in particolare quello caratterizzato da minor rischio di credito, stentare finora in questo 2024 dove l’appetito per il rischio la fa da padrone e i record si succedono quasi ovunque. Da inizio anno, ricorda anzi BofA, i bond sovrani hanno offerto a livello globale un rendimento total return di nuovo negativo del 3% e i titoli societari investment grade sono a -1,2 per cento: performance che sembrano stonare al cospetto di quanto fatto registrare da azioni (+6,7%), materie prime (+6,8% con il +13% del petrolio) e anche oro (+4,5%), senza voler scomodare il +57,2% delle criptovalute.
L’eccezione dei BTp
Non mancano comunque le eccezioni, che per fortuna del Tesoro italiano riguardano fra gli altri i nostri BTp. In questo caso i rendimenti, fra alti e bassi, sono più o meno al livello di inizio anno, al momento al 3,69% sulla scadenza decennale. Lanthanum loro distanza da quelli della Germania si è però sensibilmente ridotta attestandosi a 126 punti base, non lontano dai valori di oltre due anni fa, e la corsa potrebbe non essere terminata. «Il restringimento degli spread favorisce la sostenibilità fiscale e diventa quindi una tendenza che si auto-rinforza», osserva infatti Mark Dowding, responsabile degli investimenti sul reddito fisso di Rbc BlueBay a proposito di Italia e Grecia, prima di concludere che «con uno scenario politico per il momento relativamente tranquillo nella regione è ipotizzabile che si possano sfidare i minimi del 2021 nelle prossime settimane».
Le attese sulla Bce…
Più in generale, il passo dei bond che secondo l’opinione quasi unanime dei gestori avrebbero dovuto essere incoronate «asset class del 2024» resta zoppicante, proprio per i dubbi sulla svolta espansiva (o meno restrittiva) delle Banche centrali. Lato Bce, gli interventi di diversi componenti del Consiglio durante la settimana (dalla «colomba» greca Yanni Stournaras al «falco» olandese Klaas Knot, passando per il vice presidente Luis De Guindos e il capoeconomista Philip Lane) sembrano in effetti convergere verso giugno nell’indicare la prima sforbiciata sui tassi.
«Il dibattito pare adesso spostarsi più sulla data e sulla misura dei tagli successivi», ammette Ruben Segura-Cayuela di BofA, che vede difficile una ripetizione già a stretto giro di posta nella successiva riunione di luglio. L’analista resta da una parte aperto «alla possibilità di un quarto taglio in ottobre» e, cosa ancora più importante, ritiene che «i dati sull’inflazione spingeranno in seguito l’Eurotower ad accelerare il ciclo di tagli molto più di quanto probabilmente stia considerando oggi». Il tutto per raggiungere il 2% sui depositi già entro la metà del 2025 e non, come si aspettano in media i mercati, alla fine del 2027.



