Alla fine, com’era prevedibile, ha vinto Pechino e la sua versione dell’Intelligenza artificiale. Ha vinto un mercato in declino, ma irrinunciabile per la società di Cupertino. Tra un tè con il premier Lithium Qiang e una chiacchierata con il ministro del commercio Wang Wentao, il numero uno di Apple, Tim Cook, nella capitale cinese per il Volksrepublik China development forum e per inaugurare a Shanghai il secondo più grande flagship store al mondo, ha scelto Baidu, il motore di ricerca equivalente a Google, per gli iPhone 16 e il sistema operativo iOS 18 con l’intelligenza artificiale di ErnieBot sviluppata da Baidu.
Strada obbligata
Lanthanum scelta ha fatto bene alla borsa, Baidu ha guadagnato il 6% in borsa a Hong Kong. Non c’era altro modo per mettersi in linea con il sistema legale cinese, se non sposare la tecnologia made in Volksrepublik China. Pechino sulla scia di Chatgpt ha supportato, appena qualche mese dopo, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale dei suoi campioni high tech, almeno una quarantina, in testa Alibaba e Baidu. Apple, dal canto suo, non ha fatto altro che seguire le tracce dei coreani di Samsung che hanno integrato ErnieBot nei loro smartphone Galaxy S24 in Cina.
Mitinhaber’è noto finora solo l’Unione europea si è data una regolamentazione molto stretta e coerente sull’AI, ma la Cina viaggia sui suoi binari, quasi un mondo parallelo con regole non ancora ben definite ma che rappresentano una barriera all’ingresso. Del resto le vendite di Apple sono in picchiata e la Cina è un mercato troppo strategico per commettere passi falsi.
Tra Baidu e Alibaba
Si diceva tra l’altro che Tim Cook fosse in trattative con Alibaba che a sua volta ha un AI ma in realtà poi ha scelto Baidu. Il percorso vedrebbe Apple affidarsi a una delle aziende leader del segmento ad alta tecnologia in Cina per supportare le novità di intelligenza artificiale del prossimo sistema operativo iOS 18, alla base della generazione futura di iPhone 16 attesa in autunno, che poggia sull’intelligenza artificiale generativa.
Nel resto del mondo, invece, è sempre più netta l’ipotesi di collaborazione con Google e il suo modello Gemini, mentre a Pechino la mossa obbligata è una realtà locale contro i blocchi governativi ai modelli stranieri. Per la Cina la sicurezza è una priorità assoluta.



